Risarcimento Danno Morale per Offese sui Social
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01 Marzo 2021

Risarcimento Danno Morale per Offese sui Social

di MDA
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Il diritto al risarcimento del danno effettivo in caso di lezione all’immagine e alla reputazione ricevuta sui social network

Il soggetto che produce un’offesa grave utilizzando i social network di grande diffusione è tenuto al risarcimento del danno in misura non meramente simbolica, tenuto conto che attraverso tale mezzo di comunicazione l’offesa ha possibilità di raggiungere un esteso numero di persone e provocare una lesione diffusa. Con sentenza n. 3415 del 15.10.2020 il Tribunale di Roma ha condannato al risarcimento del danno non patrimoniale in misura significativa un utente di Facebook per aver arrecato una lesione della reputazione e dell’onore ai sensi degli artt. 2043 e 2059 c.c..-

Nella determinazione del danno deve essere infatti valorizzata, secondo i Giudici, la particolare idoneità dannosa del mezzo prescelto: nel caso di offesa perpetrata attraverso social media si può presumere in effetto che si verifichi non solo la lesione dell’onore e della reputazione arrecata attraverso un mezzo di comunicazione diffusivo ma anche la volontarietà di cagionare un grave danno ai soggetti vittima dell’offesa in quanto il social network è per sua natura atto a raggiungere in modo capillare un pubblico vasto. Secondo il Tribunale “la scelta dell’utilizzo di Facebook da parte del convenuto è stata proprio voluta per avere la massima diffusione del messaggio che voleva far conoscere a una schiera indeterminata di soggetti. Ne consegue che il sotteso intento fosse proprio quello di colpire l’attore nel modo più vasto possibile”.

Nel bilanciamento con il principio della libera espressione del pensiero il Tribunale ha precisato che quando la opinione espressa trascenda i limiti del rispetto dell’altrui immagine e reputazione il risarcimento del danno morale ai sensi dell’art. 2059 c.c. “non potrà essere meramente simbolico”, tenuto conto sia del contenuto altamente lesivo del messaggio e sia del mezzo volontariamente utilizzato per veicolarlo. (Trib. Roma, n. 3415 del 15.10.2020).

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